Misurare la reale liquidità di un ETP

Non è un segreto che gli ETP stiano continuando la loro predominante crescita in termini di popolarità, con l’AUM (Asset Under Management) globale di ETP / ETF che ha raggiunto un nuovo massimo di 6 trilioni di dollari nel 2019. La combinazione di maggiore trasparenza, minori costi e maggiore liquidità, li ha resi l’alternativa preferita ai fondi comuni di investimento tradizionali. Nonostante questi prodotti siano sempre più conosciuti, permangono ancora alcune convinzioni errate, soprattutto per quanto riguarda il tema della liquidità.

Non è un segreto che gli ETP stiano continuando la loro predominante crescita in termini di popolarità, con l’AUM (Asset Under Management) globale di ETP / ETF che ha raggiunto un nuovo massimo di 6 trilioni di dollari nel 2019. La combinazione di maggiore trasparenza, minori costi e maggiore liquidità, li ha resi l’alternativa preferita ai fondi comuni di investimento tradizionali. Nonostante questi prodotti siano sempre più conosciuti, permangono ancora alcune convinzioni errate, soprattutto per quanto riguarda il tema della liquidità.

Quando la maggior parte degli investitori controlla i dati sulla liquidità, compie dei passaggi relativamente semplici. Controlla il prezzo bid/ask ed il volume scambiato. Minore è lo spread e maggiore è il volume, più liquido è il prodotto. Semplice vero? Sì e no. Nel caso di un normale titolo azionario, quanto detto prima è vero. Tuttavia, quando gli stessi indicatori si riferiscono agli Exchange Traded Product (che includono gli ETF), ci sono ulteriori considerazioni da fare.

Prima di approfondire la complessità della liquidità degli ETP, richiamiamo alcuni termini chiave distintivi di questi prodotti.

    •     Authorized participant (AP) (Partecipante Autorizzato) – Generalmente un importante istituto

finanziario, come una banca di investimento che interagisce direttamente con l’emittente di ETP.

    •     Market maker (MM) – Un istituto finanziario che ha in contratto con la Borsa di riferimento, per

fornire spreads bid/ask costantemente durante l’intera giornata. Molto spesso l’AP è anche il MM.

A differenza dei tradizionali fondi comuni di investimento e dei fondi chiusi, gli ETP hanno un meccanismo di rimborso implicito, che aiuta a mantenere il prezzo di mercato in linea con il suo NAV. Come per le normali azioni, quando il prezzo ETP oscilla durante il giorno di negoziazione, l’AP può intervenire ed effettuare una delle seguenti operazioni:

    a.     Se il prezzo di mercato > NAV, l’AP può acquistare le azioni sottostanti e scambiarle

contemporaneamente con azioni ETP, che possono quindi essere vendute agli investitori.

    b.     Nello scenario opposto, in cui il NAV > prezzo di mercato, l’AP può acquistare titoli ETP e

scambiarli con i titoli sottostanti, che poi venderà sul mercato per realizzare un profitto privo di rischio.

Questo meccanismo di arbitraggio è disponibile solo per i partecipanti autorizzati che trattano direttamente con l’emittente ETP nel mercato primario. Poiché gli investitori retail hanno accesso solo al mercato secondario, possono solo acquistare e vendere le azioni ETP su una borsa regolamentata (come la Borsa di Londra o Euronext Amsterdam), attraverso un broker come farebbero con qualsiasi altra azione. Poiché gli ETP sono a tempo indeterminato e nuove unità possono essere create / riscattate secondo necessità, la liquidità effettiva dipende per la maggior parte dal titolo sottostante. Ad esempio, se un investitore vuole acquistare ulteriori titoli ETP su una borsa valori, l’AP effettua una transazione con l’emittente ETP per creare nuove unità secondo la necessità.
Conclusione

I ridotti volumi di un titolo ETP non indica una mancanza di liquidità; un investitore avrebbe un’informazione corretta controllando il volume medio giornaliero delle azioni che costituiscono l’ETP. Poiché la maggior parte delle attività sottostanti tracciate dagli ETP sono altamente liquide, si possono movimentare decine di milioni senza avere un impatto negativo sulla liquidità delle attività sottostanti. Questo è essenzialmente il caso anche di un ETP che ha una quantità relativamente piccola di risorse gestite.

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